Tour de France 2026, il CPA sui controlli antidoping notturni: “Una lotta efficace contro il doping è indispensabile. Una lotta intelligente contro il doping lo è altrettanto”

ll CPA (Cyclistes Professionnels Associés), il sindacato dei ciclisti professionisti, è intervenuto sulla questione dei controlli antidoping notturni effettuati su Tadej Pogačar, Jonas Vingegaard e altri corridori durante il Tour de France 2026. Nel comunicato diffuso, il CPA ha precisato di non voler mettere in alcun modo in discussione la lotta al doping, ribadendo il proprio “pieno impegno a favore di una lotta al doping forte, credibile ed efficace”. Il CPA ha invece concentrato l’attenzione sulle modalità con cui vengono effettuati i controlli, auspicando che “l’insieme delle parti interessate si riunisca per lavorare alla chiarificazione delle procedure in vigore e, tra l’altro, per assicurarsi che i controlli effettuati rientrino effettivamente in un rigoroso quadro giuridico”.

In merito alle modalità dei controlli, il CPA si è espresso in questi termini: “I controlli notturni sollevano interrogativi quanto alla loro pertinenza: interrompere il riposo degli atleti nel cuore della notte per effettuare controlli richiede oggi una seria riflessione. Gli obiettivi perseguiti nell’ambito della lotta al doping, così come definiti nel Codice Mondiale Antidoping, sono in particolare la tutela della salute degli atleti e il mantenimento dell’equità sportiva”, sottolineando come tali principi assumano un’importanza ancora maggiore nel contesto di una competizione estremamente impegnativa come il Tour de France.

Il comunicato sottolinea inoltre che “il ciclismo contribuisce per circa 10 milioni di euro al finanziamento della lotta contro il doping nell’ambito dell’International Testing Agency (ITA), ai fini della raccolta e dell’analisi dei campioni, mentre, nello stesso tempo, l’Agenzia Mondiale Antidoping (AMA) destina in media soltanto 5 milioni di dollari all’anno, considerando tutti gli sport, alla ricerca fondamentale per lo sviluppo di nuovi metodi di rilevazione e per l’identificazione di nuove sostanze dopanti”. Da qui, la domanda del CPA: “Non sarebbe dunque più opportuno investire maggiormente nella ricerca scientifica e nelle tecnologie di rilevazione, piuttosto che moltiplicare i controlli a sorpresa particolarmente invasivi?
Il CPA ha quindi chiarito la propria posizione, concludendo che “una lotta efficace contro il doping è indispensabile. Una lotta intelligente contro il doping lo è altrettanto”.

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